I colori nella storia

Yin e Yang

| di Patrizia Nardone
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Qual è il tuo colore preferito?
Le antichissime civiltà egiziane, indiane, cinesi, giapponesi, persiane, arabe, guatemalteche sapevano utilizzare il colore a scopo terapeutico e religioso. Gli Egiziani costruirono le piramidi con un sistema di camere in modo tale che la luce, entrando dall’esterno, si scomponesse nei sette colori dello spettro. Questo sistema consentiva al guaritore di fare una diagnosi sull’equilibrio energetico della persona, che veniva successivamente curata con l’esposizione alla luce colorata nelle diverse stanze in cui filtrava la luce scomposta nei vari colori. Ogni stanza era dedicata ad un particolare colore: c’erano le stanze del rosso, del giallo e del verde e così via. 

Essi definivano il rosso, il giallo e il blu come le energie formatrici dell’essere fisico, mentale e spirituale. Nella cultura indiana i sette colori dell’arcobaleno sono in stretta relazione con il sistema dei centri energetici dei chakra: ogni colore corrisponde ad un preciso punto energetico e vibra in sintonia con l’energia che è ivi metabolizzata.

Nel 1665 Isac Newton scoprì che la bianca luce solare poteva essere scomposta in sette colori fondamentali facendole attraversare in un prisma triangolare di cristallo. Tale fenomeno è chiamato dispersione della luce: è esattamente lo stesso fenomeno che si verifica dopo un temporale, quando noi vediamo, miracolosamente sospeso tra cielo e terra, l’arcobaleno. L’importanza del colore per l’equilibrio psico-fisico della persona è ribadita anche nell’arte del Feng Shui che si dedica alla progettazione e realizzazione di costruzioni ed ambienti in armonia con l’energia del luogo per garantire il benessere di chi li occupa.

Patrizia Nardone

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