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A Brescia cresce il lavoro in somministrazione

Dopo una lunga fase di flessione della domanda, a Brescia la richiesta di lavoratori in somministrazione è tornata a crescere

| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Il mercato del lavoro è sicuramente più indirizzato al dinamismo e alla flessibilità. C’è proprio questa maggiore esigenza di elasticità alla base della recente crescita del ricorso ai contratti di lavoro in somministrazione da parte delle aziende italiane più in generale, e di quelle della provincia di Brescia più nel particolare.

È quanto emerge da un’indagine a cura dell’Osservatorio congiunturale di Confindustria Brescia, che nel primo trimestre 2021 ha rilevato una crescita del 7% della domanda di lavoratori somministrati. Sono passati tre anni – il periodo compreso tra aprile e giugno 2018 – dall’ultima volta in cui la richiesta di lavoro in somministrazione era aumentata. Il decreto Dignità prima, che aveva introdotto alcune rigidità nel contratto che regola i rapporti professionali tra aziende, lavoratori e agenzie interinali, e la pandemia di coronavirus poi avevano infatti rallentato l’impiego da parte delle imprese della somministrazione di lavoro.

Le aziende interessate ad assumere nuovi talenti tramite questo tipo di contratto di lavoro flessibile possono rivolgersi ai professionisti di Jobtech. L’agenzia specializzata in somministrazione di lavoro è accreditata per svolgere tutte le attività di ricerca e selezione di personale da inviare in missione presso le imprese utilizzatrici.

Queste ultime, a seconda delle loro specifiche esigenze, possono avvalersi della collaborazione di lavoratori e manodopera somministrata a tempo determinato o a tempo indeterminato. Entrambe le tipologie di contratto garantiscono il giusto grado di flessibilità richiesta dal mercato. Anche nel caso della somministrazione di lavoro a tempo indeterminato – che prende il nome di staff leasing – le imprese hanno infatti il diritto di interrompere il rapporto di lavoro in qualsiasi momento.

Questo è possibile perché i lavoratori somministrati non sono assunti direttamente dall’impresa utilizzatrice, bensì dall’agenzia somministratrice. È quest’ultima a dover garantire un lavoro ai propri somministrati, reintegrandoli qualora le aziende decidessero di terminare il rapporto professionale e corrispondendo loro un’indennità mensile di disponibilità per tutta la durata del periodo in cui rimanessero inoccupati.

L’aumento della richiesta di lavoratori assunti con contratti di somministrazione a termine o a tempo indeterminato è un ottimo segnale per i lavoratori di Brescia e dintorni. Significa che l’economia della zona, dopo il periodo di crisi generato dalla pandemia, sta ripartendo. Le aziende hanno bisogno di nuovi talenti e sono intenzionate ad assumere risorse qualificate e formate senza rinunciare ai principi del lavoro flessibile.

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