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Lo Stato sociale fa ballare un Carroponte strapieno

CARROPONTE 2018

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Il pubblico che ripete per cinque minuti ininterrottamente “BRUCIARE SEMPRE SPEGNERSI MAI”, ragazzi che ballano spensierati, bambini e adulti che cantano a squarciagola tutte le canzoni scandendo parola per parola, entusiasmo ed energia che si fondono a una carica emozionale spaventosa. Questo e molto altro è stato il concerto dello Stato Sociale al Carroponte di venerdì 8 giugno.

Il quintetto bolognese, reduce dalla positiva partecipazione all’ultima edizione del Festival di Sanremo con “Una vita in vacanza”, trasmette la carica emozionale e la voglia di raccontarsi e divertirsi. “Mi sono rotto il cazzo” è l’incipit del live che spiana la strada alle hit nuove (tratte dalla raccolta “Primati”): “Buona sfortuna”, In due è amore in tre è una festa”, “Socialismo tropicale”, “Fare mattina”, “La musica non è una cosa seria”. I cinque sul palco si alternano alla voce ma il risultato non cambia: un fiume in piena tra beat incessanti, synth ipnotici, basso grintoso e ficcante che si cuciono addosso a testi intelligenti e spietatamente impietosi, molto aderenti con la quotidianità.

Albi, Checco, Lodo, Bebo e Carota (coadiuvati da Giacomo Gelati de Le altre di B) restano fermi ad ascoltare il pubblico che spontaneamente intona “Bella Ciao”: il momento storico politico si allaccia al pezzo successivo “Sono così indie” che Bebo dedica ai lavoratori della Fiat di Pomigliano licenziati.

La parabola emotiva della performance non conosce soste e arrivano brani stupendi: “Facile”, “Amarsi male”, “Te per canzone una scritto ho” (eseguita da Lodo da solo al pianoforte). Il momento intimo prosegue con “Seggiovia sull’oceano” ed “Eri più bella come ipotesi”.

Molto azzeccata la scelta del videowall che accompagna il live ed interagisce, suggerisce e colora la scena: il momento-karaoke è super con il pubblico protagonista nel l’interpretazione di alcuni brani un po’ più datati della band (come “Quello che le donne non dicono”, “Pop”, “Questo è un grande paese”, “Magari nn è gay ma è aperto”...).

“Una vita in vacanza” viene accolta con un boato del pubblico che ha atteso e si è divertito dalla prima all’ultima nota.

Lo Stato Sociale è una band che dal vivo offre uno spettacolo travolgente. Trovare oggi in Italia cinque ragazzi che parlano di felicità in maniera credibile non è semplice. Lo Stato Sociale interpreta oggi i sogni, i desideri, le ambizioni e le speranze della generazione delle incertezze. Piaccia o no oggi in Italia c’è bisogno anche di loro.

*Un ringraziamento particolare a Niska Tognon per le foto


 

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