"QUELLI CHE...AMANO SESTO SAN GIOVANNI": INTERVISTA CON IVAN DVORAK E SILVIO ARDUINI

INTERVISTA

| di Antonio Giovanditti
| Categoria: Interviste
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Abbiamo incontrato IVAN DVORAK e SILVIO ARDUINI, due dei quattro amministratori del gruppo Facebook "QUELLI CHE...AMANO SESTO SAN GIOVANNI" che ci hanno dedicato del tempo per parlarci di questo interessante gruppo di persone che incrociano opinioni, idee, messaggi, notizie e tanto altro sulla piazza virtuale di questo gruppo che ruota attorno alla città di Sesto San Giovanni.

1.Come mai la decisione di creare un gruppo su Sesto San Giovanni?

IVAN: "Il gruppo è nato un anno e mezzo fa; abbiamo sentito l'esigenza di creare un gruppo chiuso ma aperto a tutti perchè volevamo che la gente si iscrivesse da sola, senza che fosse invitata in modo da "falsare" poi il numero effettivo degli iscritti. L'obiettivo era che ognuno potesse esprimere il proprio pensiero senza alcun timore in modo da poter aprire discussioni interessanti sulla città di Sesto San Giovanni. A nostro avviso un gruppo del genere mancava..."

SILVIO: "Diciamo che mancava perchè c'erano gruppi di altro tipo in cui magari non ci si poteva esprimere liberamente. Noi volevamo creare un gruppo senza bannare nessuno, abbiamo giusto dei piccoli filtri in modo che non siano bestemmie, insulti o cose simili".


2.Come mai avete scelto di chiamare il vostro gruppo "QUELLI CHE...AMANO SESTO SAN GIOVANNI"?

SILVIO: "Ci potrebbero essere problemi di copyright (risate, ndr). Il rimando alla canzone di Jannacci è evidente. A parte tutto, non avevamo visto in giro cose simili: quelli che amano Sesto non l'avevamo visto da nessuna parte, ci è piaciuta da subito".

IVAN: "Non vogliamo essere gli unici ad amare Sesto, anzi. Sicuramente ci sono altri che amano la città molto più di noi. Nel periodo in cui è nato il gruppo ci sembrava che la città fosse troppo denigrata da molte persone e da lì è venuta la volontà di valorizzarla. Ci piaceva l'idea di avvicinare le persone verso Sesto, ci piaceva dimostrare affetto nei confronti di questa città e della sua storia".

 

3.Come scelta del mezzo di comunicazione avete scelto Facebook: quali sono i lati positivi e quelli negativi di Facebook secondo la vostra esperienza?

SILVIO: "Facebook è immediato, la notizia è immediata. Il suo grosso limite (privacy a parte) è aver indotto le persone a pensare che Facebook possa sostituire la vita reale. La nostra pagina è una "piccola piazza" ma non intendiamo sostituirla con degli incontri reali: noi amministratori (Ivan, Silvio, Stefano e Stefania) ci siamo conosciuti su Facebook ma abbiamo poi voluto approfondire la conoscenza incontrandoci personalmente".

IVAN: "Personalmente credo che su Facebook ognuno debba metterci una foto della sua faccia in modo da dimostrare l'onestà e rivelare la propria identità reale: in questo modo si eviterebbero utenti falsi, fake e cose simili".


4.Sul rapporto reale-virtuale: quanto riuscite a rendere reale il virtuale?

SILVIO: "Finora abbiamo fatto due pizzate, in entrambi i casi eravamo più di venti persone e ciascuna volta c'era gente diversa. Ciò dimostra la volontà di conoscerci e di condividere non solo virtualmente. Anche, ad esempio, alle manifestazioni cittadine abbiamo partecipato (senza bandiere di partito, ma come gruppo FB); anche questo dimostra un momento di aggregazione non indifferente. È capitato di conoscere nella vita reale una decina di persone conosciute su Facebook e devo dire che sono tutte persone interessanti".

 

5.Se doveste dare due aggettivi (a testa) identificativi per il gruppo, quali scegliereste?

IVAN: "Dinamici e aperti".

SILVIO: "Belli (nel senso di belle persone) e strafottenti (perchè, alla fine, ce ne freghiamo di ciò che la gente scrive).


 

6.Se un giorno il vostro gruppo FB dovesse trasformarsi in un qualcosa di più concreto sul territorio, cosa fareste per Sesto come priorità?

SILVIO: "Io parto da un discorso più in generale: in Italia credo che la politica sia morta. E spiego il motivo: dal momento in cui un politico mi chiede di raccogliere firme per fare una manifestazione per far sì che le cose cambino, a me vengono i brividi. Se volevo fare il politico facevo il politico; io non sono un politico. È il partito politico che deve sentire il mio disagio. Noi non vogliamo fare i politici. È poi logico che ognuno di noi è schierato, ognuno ha la sua idea politica". 

IVAN: "Sesto, come molte altre città, è una città piena di problemi. Mi viene il magone a dire che a Sesto c'è tanta gente che si dà da fare e ci mette passione e un amore mostruoso ma, ad esempio nell'ambito sportivo (di cui mi occupo), le cose non cambiano. E questo mi rattrista parecchio. È brutto vedere gli impianti sportivi abbandonati e lasciati morire senza fare niente.
Una cosa che voglio sottolineare è che abbiamo invitato tutti i politici ad iscriversi alla nostra pagina e molti si sono iscritti e partecipano.
Un'altra cosa che vorrei emergesse è l'attenzione ai lavori pubblici (vedi lavori per la prosecuzione della metropolitana) perchè non si può promettere e far illudere le persone.

SILVIO: "Riallacciandomi al discorso sportivo, Sesto San Giovanni fino a vent'anni fa era un fiore all'occhiello a livello europeo. Poi è successo che le grandi industrie sono venute meno ed automaticamente tutto si è sgonfiato. È chiaro che i soldi portavano benessere ed hanno fatto sì che Sesto fosse la seconda/terza città con meno disoccupazione d'Europa. Con l'arrivo degli anni 2000 è tutto cambiato. Anni fa Sesto era al top nello sport, nel sociale, nella politica (a livello di personaggi politici nati qui a Sesto). Vedere andare tutto in malora, ti piange il cuore. Ci piacerebbe vedere Sesto San Giovanni riprendersi la sua identità di città con tutta la sua importanza. Ecco, noi rivogliamo Sesto San Giovanni".

Antonio Giovanditti

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