“Dharma”, il debut EP di Hurricane

Attitude for music

| di antonio giovanditti
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Si intitola “Dharma” il debut EP di Hurricane. Si tratta di cinque brani spogli di qualsiasi abbellimento, nudi, fondati sull’essenzialità di voce e chitarra, mentre l’elemento visivo predominante è la natura. La ricerca, musicale e identitaria, è il fil rouge dell’EP, che rappresenta l’inizio di un percorso che pian piano prende forma. Anche l’ordine della tracklist non è casuale, ma vuole raccontare una crescita, anch’essa tanto musicale quanto personale, che partendo da un suono semplice e a tratti grezzo e ingenuo arriva ad uno più ricco, completo e mutevole.
Così come la farfalla si libera dalla crisalide anche io, pubblicando Dharma, do il via ad un percorso che spero possa portarmi lontano.

“Dharma” rappresenta l’inizio del percorso artistico di Hurricane, la nascita del suo suono, della sua immagine. Un inizio che oggi appare quasi lontano, perché la vita cambia e ci cambia. L’EP prende le connotazioni di un vecchio diario: sfogliandolo, Hurricane riscopre la fotografia di un momento ben preciso della propria vita, esperienze e sensazioni vissute nell’arco di due anni tra Vicenza e Londra, raccolte adesso tra le pagine di “Dharma”.

Ero in viaggio a Malta, stavo riascoltando l’EP mentre guidavo e ricordo di essermi profondamente commosso: in quel momento ho realizzato che quelle cinque canzoni rappresentavano tutto ciò che avevo, tutto ciò che ero, tutto ciò per cui avevo lavorato negli anni precedenti. Queste canzoni sono rimaste ferme per diverso tempo, la pandemia ha ritardato tutto e io ho continuato il mio percorso musicale allontanadomi da quel punto di partenza. Così oggi guardo a Dharma come a un vecchio diario, da sfogliare per riscoprire ciò che è stato, sapendo che senza di lui le canzoni che scrivo oggi non potrebbero esistere. Il termine “Dharma” assume molteplici significati, proviene dalle religioni orientali e rappresenta, in termini generali, il concetto di verità, legge, illuminazione, il tutto. Il Dharma può essere visto come obiettivo finale, meta, verso cui camminare, per questo implica in sé l’idea di ricerca e percorso. Il concetto di ricerca si sviluppa all’interno dei brani: parte dalla ricerca personale di Wide Open per aprirsi al prossimo in Magical (Invisible), al mondo circostante in Siberian e Crystallized per sfociare nella totalità dello spazio di Momentum. Tutti i brani sono accompagnati e investigano le diverse sfaccettature della sofferenza, che sia d’identità personale (Wide Open), affettiva (Magical (Invisible)), ambientale (Siberian/Crystallized) o esistenziale (Momentum), quasi a rappresentare un cerchio il cui punto di partenza, e dunque di arrivo, rimane la ricerca dell’io. I brani sono stati mixati da Federico Carillo al Monnalisa Studio di Milano.

antonio giovanditti

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