SHAMSIA HASSANI, LA STREET ARTIST IRANIANA CHE DA VOCE ALLE DONNE OPPRESSE

Dreaming of Art

| di Chiara Nicolini
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Nei giorni appena trascorsi dalla giornata internazionale contro la violenza sulle donne, voglio citare la street artist di Teheran Shamsia Hassani, Classe 1988, l’artista è Docente presso la più grande università dell’Afganistan e anche la prima pittrice murale che ha avuto il coraggio di denunciare con le sue opere l’oppressione delle donne afgane. Opere che hanno infuso speranza, tenacia e colore a tutte le donne e smosso coraggio e ispirazione a tutte le artiste afgane.

Shamsia sceglie muri in zone poco frequentate e le sue donne sono spesso accompagnate da strumenti musicali, sottolineando come la musica sia fondamentale e salvifica per l’essere umano. Appaiono delicate, poetiche e malinconiche, ma anche forti e vitali, circondate dalle macerie e dal terrore, spesso con gli occhi serrati e prive della bocca, a indicare la strada lunga ancora da percorrere per raggiungere traguardi di rispetto, diritti e libertà.

Nel maggio 2020, dopo l’attacco terroristico nel reparto di maternità dell’ospedale di Kabul dove morirono un medico, diverse madri e neonati, è tornata a far parlare di sé per un’opera dedicata alle madri vittime di quell’ orrore perpetrato dal terrorismo, che mette in scacco quello che risulta essere il suo paese morale. Ma Shamsia Hassani non si limita all’Afganistan, le sue opere celebrano le donne che in tutti i paesi del mondo convivono con politiche oppressive e società patriarcali, politiche volte a privare le donne dei loro diritti. Donne che ogni giorno sfidano loro stesse per affermare il loro posto nel mondo.

Chiara Nicolini

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