L’ECLETTISMO DI PALAZZO BERRI-MEREGALLI A MILANO

Dreaming of Art

| di Chiara Nicolini
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Uno dei palazzi più interessanti di Milano si trova nei pressi di Corso Venezia in via dei Cappuccini 8, dove decorazioni gotiche, archi romanici e mosaici in stile Liberty convivono insieme dando vita a uno straordinario edificio che mescola stili rendendo l’insieme architettonico, sinuoso e originale. Al primo sguardo si inserisce perfettamente nel contesto urbano della zona, ma osservando meglio, il Palazzo Berri-Meregalli rappresenta uno dei più evidenti esempi di architettura ecclettica d’ Italia e forse anche d’Europa.

Edificato tra il 1911 e 1913 dall’architetto piacentino Giulio Ulisse Arata, era una tra le tre case commissionate dalla famiglia meneghina, le altre due si trovano in via Mozart e in via Barozzi. La mescolanza degli stili, passando dal romanico, al liberty e al gotico rivela all’edificio un’atmosfera misteriosa che lascia all’osservatore un enigma di difficile comprensione: gli archi della facciata, riprendono perfettamente lo stile romanico, ma accanto a questi si trovano alcuni gargoyle tipicamente gotici, che si affacciano dall’alto guardando via dei Cappuccini.

I gargoyle termine francese di gargolla o garguglia erano decori che ornavano la parte terminale dello scarico delle gronde, molti li troviamo come fregi del Duomo di Milano, e spesso rappresentavano figure animalesche, animali fantastici e mostruosi e decorano sia edifici religiosi che civili. Il senso di macabro e di grottesco comunicato da questi mostri di pietra è mitigato però da alcuni mosaici in stile Liberty che li circondano. Quando la luce colpisce i tasselli dorati accanto a quelli dai colori accesi e brillanti la magia è completa. Le meraviglie di questo edificio storico di Milano non sono tutte all’esterno; il palazzo è ancora in uso come residenza privata al cui interno sono stati ricavati alcuni appartamenti di lusso, ma è possibile visitare l’atrio in cui la mescolanza di stili architettonici lascia ampio spazio al Liberty; infatti oltre alla meravigliosa pavimentazione dai toni accesi è possibile ammirare i mosaici e i soffitti di Angiolo D’Andrea e Adamo Rimoldi.

A dare un’ulteriore aura magica a questa bellezza nascosta di Milano troviamo la meravigliosa “Vittoria” di Adolfo Wildt, una scultura in marmo con dorature, una Nike progettata e scolpita tra il 1918 e il 1919 per celebrare la fine della prima guerra mondiale. Riprendendo il tema classico della Vittoria greca alata, l’artista la interpreta solo con un volto che pare gridare ed emettere suono, e un’ala decorata in oro che nasconde un lembo di cielo trapuntato di stelle come una porzione di firmamento. E’ un grido di dolore per i morti generati dalla guerra, ma anche liberatorio per la fine della pena e l’inizio di una nuova serenità. Un’opera d’arte unica, preziosa, elegante e deliziosa.

Chiara Nicolini

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