Renè Magritte

La casa dei sogni

| di Lucia Ferrara
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Benvenuti miei carissimi lettori di Dreaming of Art,

questa settimana tornerò a parlarvi di Arte, in particolare del pittore Renè Magritte.

Nel mio ultimo viaggio a Bruxelles ho colto l’occasione fantastica di visitare una delle sue meraviglie nascoste, l’abitazione di Renè Magritte.

Certo è che molti di voi avranno visitato il famoso e centrale Museo di Magritte, ma dovete sapere che in realtà, in una più periferica zona della città , in rue Esseghemstraat al numero 135 è conservata la casa- studio del pittore belga, uno spazio meno artificioso del grande museo, ma che racchiude la realtà quotidiana del pittore.

Trovare la piccola abitazione dove il grande pittore surrealista ha vissuto con la moglie  Georgette, per ventiquattro anni, è stata un’avventura, miei cari amici,  e non semplice!

Devo confidarvi che molti dei residenti in zona neppure sono coscienti di avere un tale tesoro proprio a due passi, dopo aver girato in lungo ad in largo l’intero quartiere , senza successo,  è stato un vecchio signore tedesco ad aiutarmi ; sentendomi parlare di Magritte il suo volto si è illuminato, a testimonianza che quel piccolo patrimonio sta sparendo perché non abbastanza redditizio, a favore del grande e super pubblicizzato museo ufficiale.

Arrivata finalmente alla mia meta, ho il cuore in gola, eccola, la casa – studio di un grande artista, mi tremano le mani, solo un artista può capire cosa si prova nell’entrare nello spazio reale in cui è avvenuta la creazione, non si tratta di visitare uno sterile museo, ma una casa in cui il pittore ha amato, riso, pianto, dipinto, dove respirare la sua energia e percepire i suoi pensieri.

I coniugi Magritte  dopo aver trascorso tre anni a Parigi  tornarono a Brussels nel giugno del 1930, e cercarono casa proprio nei sobborghi della città, una casa che ai due doveva sembrare “grande” con tre piani e giardino di cui il pittore amava occuparsi insieme ai suoi uccellini.

Quella casa oggi è conservata come una casa di bambola, perfetta, ogni camera accessibile alla vista solo attraverso una blindata porta vetro, tutto è fermo, ricostruito come in una scena teatrale, il cane accucciato sul letto, la vecchia caffettiera sul fornello, i famosi cappelli appesi , un quadro abbozzato nello studio, la famosa pipa pronta ad attendere l’arrivo del suo amato fumatore.

Tutto attende alla vita di ogni giorno, ed in quelle mura molte delle sue più famose opere hanno preso forma e vita, molti degli elementi della casa sono parte delle sue tele , per esempio la finestra del salotto.

Ma chi era Magritte ?

Nato a Lessines, Belgio, nel 1898, il padre era un sarto, la madre nel 1912, morirà gettandosi nel fiume Sambre,   annegata probabilmente con la testa avvolta dalla camicia da notte.

Questa immagine, di morte materna,  sarà una di quelle  impresse in alcuni suoi dipinti come L'histoire centrale, Les amants e Le fantasticherie del passeggiatore solitario.

Studia all'Accademia di belle arti di Bruxelles, si interessa al futurismo e nel 1919 espone la sua prima tela, poco dopo sposa Georgette, si dedica alle opere pittoriche ma pure alla grafica; lasciandoci manifesti pubblicitari del tempo assolutamente meravigliosi.

Viene colpito dall’opera di De Chirico, così tanto che cominciò sperimentare, da qui il bisogno di creare universi fantastici e misteriosi e pitture sulla natura, basate su contenuti apparentemente indecifrabili ed enigmatici.

Nel 1925 si unì al gruppo surrealista di Bruxelles, composto da Camille Goemans, Marcel Lecomte e Paul Nougé, e a dipinge il suo primo quadro surrealista, Le Jockey perdu (Il fantino perduto), ma senza dimenticare i suoi lavori pubblicitari.

Quello che Magritte dipinge  non è più  la realtà, egli ne  crea  una nuova , come avviene nei sogni;  qualcosa più reale della stessa realtà.

Nel 1927 dopo aver conosciuto  André Breton, leader del movimento surrealista,  tiene la sua prima mostra personale, presso la galleria Le Centaure di Bruxelles, nella quale espone ben sessanta opere, poi  si trasferisce con la moglie nei pressi di Parigi.

Nel 1930, dopo l'esperienza parigina, Magritte decide di tornare a Bruxelles insieme con Georgette, nella casa di cui vi ho parlato, che dal 1999 è stata trasformata in museo, lì il pittore realizzerà circa la metà di tutte le sue opere , 800 in totale tra tele e disegni.

L’appartamento di Magritte fungeva da punto d'incontro del gruppo surrealista bruxellese e fu anche il teatro di numerosi eventi  e feste in maschera.

Gli amici ed artisti  Paul Nougé, Louis Scutenaire, Irène Hamoir, Marcel Mariën, André Souris e altri vi si riunivano ogni sabato sera.

Nel 1940, Magritte per timore dell'occupazione tedesca, si trasferisce con la moglie nel sud della Francia, a Carcassonne e  sperimenta nuovi stile pittorici,

muore il 15 agosto 1967  a Bruxelles per un cancro al pancreas.

Nella casa belga si percepisce il  suo surrealismo, uno sguardo molto lucido e sveglio sulla realtà che lo circonda, dove non trovano spazio né il sogno né le pulsioni inconsce.

Nella tranquillità del suo mondo domestico appare chiaro il suo desiderio di "sentire il silenzio del mondo".

Magritte ha dipinto  con una tecnica che potremmo chiamare  illusionismo onirico, in cui gli oggetti diventano contenitori di realtà assurde, per esempio un paio di scarpe si tramutano, nelle sue tele,  nelle dita di un piede.

Per lui il sogno era una continua fonte d’ispirazione .

Magritte  gioca con “spostamenti del senso”, la sua pittura non vuole far emergere l'inconscio dell'uomo, bensì valorizzare oggetti comuni posti fuori dal loro contesto naturale e che quindi ci appaiono inusuali.

Nel 1928 dipinge La Trahison des images, Ceci n'est pas une pipe, simbolo dell'enigmatico del suo  modo di intendere l'arte, due dipinti di pipe di diverse dimensioni unite in una traccia misteriosa allo spettatore.

Di notevole suggestione poetica i suoi "accostamenti" o le sue "metamorfosi" in cui combina, nel medesimo quadro, cieli diurni e paesaggi notturni, oppure sospesi nel cielo, una nuvola e un enorme masso di pietra e  trasforma gli animali in foglie o in pietra.

Uno dei suoi quadri icona è il grande occhio spalancato nel cielo, o al contrario il cielo che si specchia nell'occhio, intitolato Falso specchio.

E come un grande occhio mi sono sentita tra le mura della sua abitazione, sfogliandone i piani e godendo la sua “compagnia” tra la collezione privata che avvolgeva i mie sensi.

A Bruxelles non potete mancare questa visita, per provare a viaggiare, realmente,  nei e tra i sogni e le parole di Renè Magritte.

Alla prossima emozione di Dreaming of Art.

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Lucia Ferrara

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