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" LA SCUOLA DEI GRANDI MAESTRI " di G. GALLIZZI e V. SARDELLI

Un confronto sul mestiere del giornalismo. Sull'arte di procacciarsi la notizia. Sulla tecnica migliore per trasmetterla al lettore.

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BIOGRAFIA

Giuseppe Gallizzi, è nato nel 1939 a Nicotera Marina (Vibo Valentia). Un professionista, che ha trascorso tutta una vita in redazione al “Corriere della Sera”. Nel periodo in cui a dirigerlo e a frequentarlo erano: Spadolini, Stille, Ottone, Feltri, Di Bella, Cavallari, Afeltra, Montanelli, Biagi. Quando si è conclusa la sua carriera, nel 2001. Gallizzi ha continuato a coltivare la sua passione come Presidente del Circolo della Stampa di Milano, con vari e rappresentativi incarichi.

Vincenzo Sardelli, è nato nel 1968 a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Si è laureato in filosofia e letteratura italiana all'Università Cattolica di Milano. Insegna italiano e storia nella scuola superiore. Giornalista dal 2000, ha collaborato con "Il Giorno", "La Notte" e "Campus".  È critico teatrale delle riviste "Studi Cattolici" e "www.paneacquaculture.net". Si occupa anche di critica letteraria, filosofia e teologia.

PRESENTAZIONE

Caro Lettore,

La Scuola dei grandi maestri “ è un manuale che aiuta a riflettere sulla professione del giornalista, che è molto cambiata negli ultimi anni. Gli approfondimenti sono delegati a internet. Dove regna la confusione ed orientarsi diventa veramente difficile.

La grande generazione del giornalismo univa il segugio del cronista alla cultura dell’intellettuale. Inquadrava il dettaglio, e ad ogni notizia se ne nascondeva subito un'altra da cercare. L’ intelligenza e l’istinto facevano da guida per capire cosa davvero poteva interessare al lettore.

C’erano i veri maestri, che neanche pretendevano di insegnare niente a nessuno. Il giornalismo si definiva un mestiere: si imparava dal più anziano giornalista. Allora, prima di dare una notizia, occorreva essere certi al 100 per cento. Adesso il giornalismo è cambiato.

Le regole per iniziare questa professione, sono lo studio e l’università. Ma il modo di dare la notizia, e il modo di trovarla, è lo stesso di sempre.

Si mettono in atto i cinque sensi, ci si reca sul posto e si ascolta, poi al termine si parla.

Senza dimenticare le cinque W: chi (who)?, che cosa (what)?, dove (where)?, quando (when)?, perché (why)?.

Questo libro vuole offrire alcuni strumenti per riflettere su una professione che non rinuncia a gambe, cuore e cervello e a volte anche un po’ alla fortuna.

Il libro è diviso in due sezioni.  La prima è la parte teorica, spiega come si procaccia la notizia. Offre una serie di spunti utili a tutti su come si scrive. Strumenti di riflessione, indispensabili non solo al cronista, ma anche all’insegnante, e allo studente. La seconda parte ha tutta una serie di riflessioni molto preziose per una buona scrittura giornalistica ed un insieme di regole fondamentali del mestiere.

I giornalisti «sono un po’ i pubblici ufficiali dell’opinione pubblica nazionale”.

BUONA LETTURA...

"LA SCUOLA DEI GRANDI MAESTRI"

1 Lezioni di scrittura: i consigli di Italo Calvino

Se il primo dovere di un giornalista è di non essere noioso, allora la cosa principale è usare uno stile di scrittura icastico, efficace, rapido, brioso, essenziale. Italo calvino, nelle sue "Lezioni americane", uscite postume nel maggio del 1988, delineava i caratteri di ogni comunicazione poetica, in realtà estensibili a ogni altra forma di comunicazione.  In modo inusuale, partiremo dunque non dai consigli di un giornalista famoso, ma da un letterato eccellente, per definire le regole di uno stile narrativo fluido; di una scrittura che vada dritta al nocciolo della questione e che avvicini, in modo persuasivo, il lettore alla notizia.

Il libro di Calvino è interessante per chi deve immagazzinare teorie e informazioni sulla scrittura, per poi elaborarne una propria.  Invitato il 6 giugno dell'84 dall'Università Harvard, Cambridge, nel Massachusetts, a tenere un ciclo di sei conferenze, Calvino elaborò "sei proposte per il prossimo millennio".

La morte, il 19 settembre dell'85, gli consentì di scrivere per esteso solo cinque di quelle lezioni.  La sesta (sulla  consistenza o forse sarebbe meglio dire coerenza) doveva essere scritta direttamente in America.  Le prime cinque conferenze sono giunte a noi per opera di Esther, moglie dello scrittore.

Il curatore dell'opera, il critico letterario Gian Carlo Roscioni, spiegava nella quarta di copertina della prima edizione:< La "leggerezza", la "rapidità", l'"esattezza", la "visibilità", la "molteplicità" dovrebbero in realtà informare non soltanto l'attività degli scrittori ma ogni gesto della nostra troppo sciatta, svagata esistenza>.

La prima lezione riguardava dunque la leggerezza. Con congruo anticipo su Internet, Calvino intravedeva la necessità di alleggerire la scrittura italiana, e dotarla di un ritmo incalzante, veloce e immediato.  Calvino anticipando con la perspicacia dei geni e degli artisti la direzione della storia, rispondeva a quelle che a breve sarebbero diventate le esigenze dei lettori.

Invitava a riflettere sulle qualità della scrittura riscoprendole nei classici: Lucrezio, Dante, Leopardi, Musil, Valéry, Gadda, Borges.  Spiegava a proposito della leggerezza:

< Spero innanzitutto di aver dimostrato che esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste una leggerezza della frivolezza; anzi la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca>. E ancora: "La leggerzza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso.

 Paul Valéry ha detto: < Il faut etre léger comme l'oiseau, et non comme la plume>.

 Leggerezza, dunque, come il volo di un uccello. Quindi non la frivolezza di chi si lascia trasportare dagli eventi, ma la progettualità e la forza di dare una direzione. Leggerezza come spessore di chi, gli eventi, li possiede, li analizza e, in qualche modo, li governa, senza subirli passivamente. Soprattutto, senza estenuare, il lettore...

* * * 

"La Scuola dei grandi maestri" di Giuseppe Gallizzi e Vincenzo Sardelli -Roma 2014, Centro di Documentazione Giornalistica-

 

Caro Lettore,

arrivederci al prossimo appuntamento letterario.

 

 

 

 

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