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"MARLA" di MAURO LACQUA

Mi hai trovato in questa vita. Ho il segno che mi hai lasciato nell'altra.

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             M A R L A

Mi hai trovato in questa vita.

Ho il segno che mi hai

lasciato nell'altra.

Marchiasti a fuoco

il mio cuore

perché potessi

riconoscerti un giorno

tra le vite

che avremmo vissuto.

           I Capitolo

Londra.

Giovedì, 10 aprile 2008.

Oggi per me è un giorno importante. Sarà messo all’asta da Bonhams un pugnale davvero prezioso che appartiene alla storia: il pugnale dell’imperatore indiano che costruì il Taj Mahal. Il prezzo di partenza del lotto è un milione di dollari. Il pugnale appartiene alla collezione Shah Jahan’s e risale al 17esimo secolo.

Sul retro questo oggetto presenta delle incisioni, come la data e il luogo di produzione e un antico simbolo di una divinità asiatica che rimanda alla regalità e al potere. Ad ogni asta non sai mai con chi ti trovi a rilanciare e a competere: dilettanti o professionisti, speculatori o estimatori, per questo lotto posso spingermi e rilanciare fino a cinque milioni di dollari.

Dovrei essere tranquillo, ma ho una certa ansia e una certa preoccupazione… eppure sono abituato a gestire queste situazioni, non è certo la mia prima asta. “Il pugnale, appartenuto a Mughal Shah Jahan, deve essere mio!”. Con queste parole e una pacca sulla spalla mi aveva salutato, prima della partenza per Londra, il ricco mecenate per il quale facevo da intermediario.

“Non si preoccupi” gli avevo risposto con il sorriso e la mia voce profonda che rassicurava e tranquillizzava.

“Il pugnale sarà suo” aggiunsi tirando giù il finestrino del taxi che doveva portarmi all’aeroporto. Fece un cenno con la mano e contraccambiò il mio sorriso, certo che tutto sarebbe andato bene. “Non si preoccupi un cazzo”, pensavo tra me e me, “sono con il culo per terra, la commissione generosa mi aiuterebbe a risollevarmi e a riprendermi da tutti gli investimenti sbagliati dell’ultimo anno”.

“…E…tre!”.   Accompagnato dal forte, ma rassicurante battito di martello, il banditore mette fine alle mie paure: il lotto è mio, ho vinto! Del resto al mio rilancio a tre milioni, i dilettanti se la sono fatta nelle mutande e hanno desistito. La mia aria sicura deve averli proprio spaventati, pensando che potessi rilanciare all’infinito.  

“Sono Maurice, il pugnale è suo, mi sono aggiudicato il lotto per poco più di 3 milioni di dollari”, dico con voce squillante al telefono.

“Grazie, Maurice, grazie di cuore, si diverta a Londra questa sera, ci vediamo domani al suo rientro”. Mi risponde con voce emozionata il mio benefattore.  

Metto il cellulare nella tasca della giacca, Bonhams è alle mie spalle, sono in New Bond Street a pochi minuti a piedi da The Langham London Hotel, dove mi sono sistemato per questi due giorni. Passeggio con calma guardando le vetrine, dovrei fare i salti di gioia per il lotto che mi sono aggiudicato, invece niente, nessuna emozione, tutto come sempre, tutto come al solito… da quando mia moglie ha deciso di uscire per sempre dalla mia vita, tutto è come al solito!

Di lei conserverò l’immagine di una mattina alla finestra, mentre assaggiava l’aria e si riempiva gli occhi d’autunno, prossimo ad arrivare. Immagine di solitudine interiore: l’immagine riflessa della mia solitudine.

Nella hall mi accoglie il direttore dell’ hotel, mi chiede com’è andata e mi accompagna alla mia suite: l'Infinity Suite, la migliore dell’hotel. E’ il regalo per la mia vittoria. Nel caso avessi fallito sarebbe stato il mio regalo di consolazione.

“Che figata questa suite” penso, “più di 250 metri quadri per me, come se fossi un re o un capo di Stato, come se fossi veramente una persona importante”. Se mi metto in un certo punto della stanza, mi sembra proprio di essere nel punto centrale della semicirconferenza, sulla quale sei finestre si aprono sulla strada, con una vista spettacolare.

Mi spoglio, prendo la bottiglia di champagne, la stappo e riempio il flûte: “Cin, cin, Maurice”, e giù il primo bicchiere bello fresco. Vado in bagno dove c’è una magnifica vasca a sfioro, apro l’acqua calda e quando la vasca è piena, inizia il gioco dei colori: la chiamano cromoterapia… vai tu a saperlo che colore  devo impostare oggi per sentirmi meglio. I colori aiuterebbero il corpo e la psiche a ritrovare il loro naturale equilibrio e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il mio corpo e calmare certi sintomi.

Dovrei essere un esperto sui colori, perché a tempo perso mi diletto ad imbrattare tele e giocare a fare il pittore. Conosco tutto sui colori, sulle tecniche e sulla vita dei grandi maestri dell’arte.

Il rosso ha valenze sia positive che negative. Da un lato il rosso è il colore dell’amore, dall'altro è il colore del fuoco, e quindi può rappresentare il fuoco, il calore, l’energia e la luce. Questo colore viene associato alla forza, alla salute e alla vitalità e raffigura il fuoco, la gioia, la festa, l'eccitazione sessuale, il sangue e le passioni violente.

L'arancione avrebbe un'azione liberatoria sulle funzioni fisiche e mentali e un grosso effetto d’integrazione e di distribuzione dell'energia, inducendo serenità, entusiasmo, allegria, voglia di vivere, ottimismo, positività dei sentimenti, sinergia fisica e mentale.

Il giallo viene associato alla parte sinistra del cervello e in genere al lato intellettuale, con effetti di stimolazione e aiuto nello studio. È considerato un colore protettivo e concreto, in aiuto a chi è troppo aperto o troppo creativo, associato alla felicità, alla saggezza e all’immaginazione, generatore di buon umore.

Il verde, colore fondamentale della natura, è il colore dell'armonia: simboleggia la speranza, l'equilibrio, la pace e il rinnovamento. È un colore neutro, rilassante, favorisce la riflessione, la calma, la concentrazione.

Il blu è un colore calmante e rinfrescante, modera e fa dimenticare i problemi di tutti i giorni.

“Blu, scelgo il blu e solo il blu”.

Imposto il programma e m’immergo in questo mare a domicilio, riempio un altro flûte di champagne: “Cin, cin, Maurice”, ma questa volta ne gusto e ne assaporo ogni sorso.

Il corpo inizia a farsi leggero, non ne sento più il peso, è come se la gravità fosse azzerata, non sento più il fisico, solo l’acqua calda sulla pelle, solo il blu che mi avvolge, solo il leggero rumore del mio respiro che si è fatto lento, sempre più lento.

Chiudo gli occhi e metto la testa a pelo d’acqua immergendo le orecchie, mi metto in ascolto del battito del mio cuore. Ad occhi chiusi penso a tutte le volte che mia moglie ha appoggiato l’orecchio sul mio petto e ascoltato lo stesso battito, lo stesso cuore, “il mio amore per te lo sentivi?...”.

 

Caro Lettore,

Maurice è immerso in una grande vasca, la chiamano la cromoterapia. Ha scelto il colore blu. Un colore calmante e rinfrescante che fa dimenticare i problemi di tutti i giorni.

E' illusione, il voler credere che esista qualcosa capace di annientare i nostri mali, di cancellare il dolore di un abbandono.

"Il mio amore per te lo sentivi?..."

"Marla" si legge d'un fiato, soprattutto per le molte suspense che si incontrano pagina dopo pagina.

In viaggio con Maurice, scoprirai la sua sofferenza, fino a sentire i brividi arrivare sulla tua pelle. Incontrerai l'amico Angelo, che lo condurrà nel passato di vite precedenti, fino a fargli rincontrare le due donne che stranamente lo hanno salutato nello stesso identico modo, e a capire chi erano per lui in un'altra vita.

"Un ricordo spontaneo in qualunque forma esso si presenti, è come qualcuno che bussa alla nostra porta: segnala il momento in cui siamo pronti per confrontarci con un passato ancora aperto".

 L'autore scrive con la stessa identica maestria con cui dipinge le sue tele, l'arte e la passione sono dentro di lui.  Parole forti, dipingono il sesso con il colore del sangue, con il colore dell'amore.   Incontrerai Rachel e Samara, due donne bellissime, che nella vita reale nessuno vorrebbe mai incontrare.

 Assaporerai la passione e l'odio, vivrai l'amore, ascolterai la morte!

(Raffaella Lamastra)

"Marla"  di Mauro Lacqua  - L'autore è un utente del sito: il miolibro.it

 

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO APPUNTAMENTO LETTERARIO.

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