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La Sardegna Manifesta

No Servitù

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Sardegna,   sabato 13 settembre 2014  il poligono di Capo Frasca rimbomba  alla ribalta della scena pubblica isolana e non solo, come teatro di una grande manifestazione popolare contro le servitù militari.


A partire dalle 16.30, davanti ai cancelli della base, cittadini e amministratori provenienti da ogni provincia faranno sentire la loro voce e  le loro motivazioni.


Lì, all’ingresso dei circa 1.400 ettari, vietati ai civili, si troveranno oggi gli organizzatori e cittadini diventati via via più numerosi anche grazie alla risonanza dato dall’incendio della scorsa settimana. Le fiamme, scoppiate durante un’esercitazione militare dei tornado tedeschi, sono state spente dal Corpo forestale l'episodio è diventato anche diplomatico, di tensione tra Regione e Difesa. Con versioni diverse dei fatti e una fattura da 20 mila euro, spesi per l’intervento, inviata al ministero.


Il messaggio è chiaro: i sardi sono stanchi di "servire" in modo così invadente e sproporzionato le esigenze della Difesa.


Nei giorni scorsi, attraverso i social network, l'iniziativa, partita dai movimenti indipendentisti, ha raccolto un numero sempre crescente di adesioni. La Rete è stata anche il mezzo per scambiarsi consigli e indicazioni organizzative.


Alla manifestazione non parteciperà invece il presidente della Regione, Francesco Pigliaru.


"Chi governa deve governare - ha spiegato - e, nel governare, deve saper interpretare anche i bisogni di chi protesta. L’iniziativa di Capo Frasca appartiene ai cittadini, ai territori, ai partiti, ne restituisce a gran voce l’insofferenza e il disagio verso il peso della presenza militare. Compito della Giunta non è quello di cercare facile visibilità in manifestazioni di popolo, ma quello di ascoltare e raccogliere le istanze e tradurle in azione di governo che portino a risultati concreti".


La manifestazione indipendentista diventata trasversale. L’iniziativa è stata lanciata dalle sigle indipendentiste e dai comitati popolari che da decenni lottano contro la presenza, ritenuta ingombrante delle basi militari,  alla manifestazione ci saranno oltre a vari amministratori locali e le associazioni ambientaliste e associazioni di categoria,  anche semplici cittadini: da nord a sud dell’Isola sono stati organizzati autobus per il viaggio collettivo.


Sfileranno quindi le bandiere, e i cartelloni con un generico “No servitù”.


Gli eventi della nostra protesta hanno scavalcato il mare e addirittura sono state organizzate delle proteste in varie città italiane: da Varese a Pordenone, fino a Palermo, Massa Carrara e Torino.


Col passare del tempo lo stato italiano intensifica il ritmo, il peso delle esercitazioni e spese militari.


La  Sardegna, cavia di parassitismo perpetuo,  costretta ad essere inquinata, distrutta, abbattuta, violentata in maniera letale nelle  industrie del turismo, nelle piccole e medie imprese, nel commercio, nell’artigianato, nell’ istruzione, nella sanità, è ridotta a un campo di sperimentazione militare in cui diventa lecita qualsiasi soglia di inquinamento e viene testata qualsiasi tecnica di sterminio per aggredire altri popoli e seminare morte.


Oggi  insieme si prova  a dare un equilibrio, perché altrimenti i sentimenti divampano, bruciando tutto, perdendo la ragione. È per questo che andrà tutto bene, consapevoli del giusto e dello sbagliato, del bene e del male, siamo Noi che scegliamo cosa vogliamo essere se Onesti o meno. Io ho scelto... Ecco perché andrà tutto bene.

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