Partecipa a Sesto Daily News

Sei già registrato? Accedi

Password dimenticata? Recuperala

ANGELI BEDUINI

Un té nel deserto con le donne beduine

Condividi su:

Oggi sono stata a lungo in laguna cercando di lavare via da me ogni scoria. Il grande dono, oltre alla “usuale” natura maestosa e al suono dell'acqua sulla ghiaia, è stato quello di due donne beduine che mi hanno invitato a bere un tè insieme: nessun uomo, solo loro e tanti bambini. Non parlano inglese: sono riuscita ad avere una conversazione sufficiente in arabo. Mi hanno fatto bene. Solo con quel tè sono riuscita ad arrivare dalla colazione direttamente alla cena: ero fuori dalla civiltà e quella visione generale mi ha saziata del tutto. Un tè in mezzo al nulla, l'acqua sempre a bollire su un fuoco di campo, con i bambini piccoli a litigarsi la mia grande bicicletta blu per farmi a vedere che riescono a usarla anche così... Belli da mangiarli.


Oggi cerco di raccogliere da Dahab solo il positivo che mi può tornare utile e tutta la pace che ha offerto al mio ritorno, lavando via la solitudine che può questo posto e tutti gli inganni e le malelingue che in posti del genere trovano il loro habitat naturale. Che cosa mi vuole dire Dahab?


Ieri sera sdraiati per terra sui tappeti di quella casa di classe, i miei amici egiziani, rimpatriati da lunghe esperienze in Europa, parlavano del progetto di costruirsi un’abitazione in stile nubiano dotata soltanto di energia solare. Ecco un esempio pratico di qualcosa di buono che si può importare dall'Europa.


Gli abitanti di qua continuano a elemosinare un saluto o un sorriso ad ogni angolo. L'anno scorso mi arrabbiavo. Quest'anno penso che a volte dovrei concedergliene di più, viste le loro quattordici ore di lavoro senza distrazioni né donne, senza stimoli mentali né affetto, né cinema né librerie, solo mare e vento, mare polvere e fame.

Dahab è più dolce di come la ricordavo. Ha colori più spensierati e gai e chiavi di lettura molto più leggere e interessanti. Angelo custode adesso aiutami a lasciare andare subito i suoi piedi scuri senza ripercussioni... E grazie. Per tutti i doni, ultimo dei quali la sera a leggere le poesie e i racconti dell’amico Mahmoud seduti fuori dal suo negozio, dopo un mese che lo desideravo. Bellissima malinconica e soffice serata.

Condividi su:

Seguici su Facebook