Mi sono da poco trasferita nella metropoli di Milano...

Siamo tutti stranieri 

| di Olga Dzhulai
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Mi sono da poco trasferita nella metropoli di Milano e sto facendo un corso con tante persone provenienti da tutto il mondo, e non è raro vedere famiglie nuove costruite alla base delle diverse culture, diversi sistema di valori. Le persone che viaggiano e si scontrano con diverse usanze e tradizioni imparano molto, soprattutto Il concetto del fatto che “si sta meglio dove non si sta”.

Parecchi uomini trovano moglie nei paesi esteri e danno vita a famiglie internazionali.
Mi è successo di vedere coppie tanto felici con più di due figli, сhe vivono vite adattate alle circostanze: città, cultura, educazione e mi domando sempre se davvero si sentono contenti della posizione nella quale sono.

Vedo che le donne fanno sforzi incredibili per imparare perfettamente l’italiano e pronunciarlo senza cadenze straniere, si adattano ad una tradizione culinaria diversa dalla loro per soddisfare il tradizionale palato del marito, danno il massimo per cercare di essere accettate come parte della società. Va tutto bene se ci riescono; ma se tutto non fila liscio?

Chi non ricorda la leggenda di come Marco Polo (ambasciatore, scrittore, viaggiatore e mercante veneziano) abbia incontrato l'amore della sua vita proprio nella lontanissima Asia?

In Italia, nella bella Venezia, la giovane asiatica, pare non vivesse una vita semplice. Nascosta e al riparo dalle malelingue viveva in solitudine abbandonata all'unica passione che poteva farla sentire viva: la canzone. Si narra che questa relazione sia poi finita in tragedia: la famiglia di Marco Polo, la quale non approvava la relazione del figlio, raccontò alla fanciulla che, quando fu catturato dai genovesi, il viaggiatore fosse morto!
Per la tristezza quindi la giovane si gettò dalla finestra della casa dei Polo per morire nel canale prima appiccando fuoco ai suoi vestiti con una candela.
La gente vide una stella cadente apparire e sparire nel mondo, tutto perché non accettata dagli altri, non essendo lei “una di loro”.

Famiglia e persone care devono imparare ad accettare e rispettare le scelte dei cari. Amare la sposa anche se proveniente da altri continenti. Non giudicare le loro acconciature, abitudini, gusti, perché tutti abbiamo un cuore capace di amare ed è proprio l'amore la base d’appoggio su cui si costruiscono le relazioni.

Olga Dzhulai

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