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Bonus tv: tutto quello che c'è da sapere

universo digitale

redazione
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Innanzitutto bisogna dire che il "Bonus Tv 2021" è un incentivo stanziato dal Governo per consentire ai cittadini di adeguare il proprio televisore alle novità delle emittenti tv. Si tratta di uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto, fino ad un importo massimo di 100 euro. Il contributo per la rottamazione della TV è cumulabile per l’acquisto di un apparecchio anche con il precedente incentivo (Bonus TV Decoder).
La data per lo switch off inizialmente prevista per il 1° settembre è stata posticipata al 15 novembre e si concluderà il 1° gennaio 2023.

Per richiedere il Bonus Tv si ha tempo fino al 31 dicembre 2022 o fino all’esaurimento delle risorse stanziate (circa 150 milioni di euro). Ne possono usufruire le famiglie con ISEE fino a 20mila euro. L’agevolazione è accessibile a un solo nucleo familiare per l’acquisto di un televisore. Altri requisiti importanti sono: residenza in Italia, essere in regola con il pagamento del canone Rai e rottamare un vecchio televisore. La domanda per richiedere il bonus è scaricabile dalla pagina ufficiale del Ministero dello Sviluppo economico.

Ma come capire se la TV che possediamo è compatibile con il nuovo sistema? Sono sicuramente compatibili al nuovo sistema tutti i televisori acquistati dopo il 22 dicembre 2018 poiché da quella data i negozianti sono obbligati a vendere televisori che supportano il nuovo standard DVB-T2 e la codifica HEVC Main10. Per verificare se il vostro televisore è compatibile con il nuovo sistema di trasmissione DVB-T2 del digitale terrestre basta sintonizzarzi sul canale 100 o 200: se appare una schermata con la scritta “Test HEVC Main10”, anche su uno solo dei due canali, vuol dire che il televisore va bene così. Se invece non appare nulla il televisore va sostituito.

-IL CALENDARIO DELLE REGIONI-

- A partire per prima è la Sardegna, si parte il 15 novembre: le emittenti sarde dovranno liberare le frequenze entro dicembre 2021.

- Tra il 3 gennaio 2022 e il 15 marzo 2022 toccherà a Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, provincia di Trento, provincia di Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna.

- Tra il 1° marzo 2022 e il 15 maggio 2022 sarà la volta di Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche.

- A chiudere tra il 1° maggio e il 30 giugno 2022 Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania.

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