L’ipnosi

Yin e Yang

| di Patrizia Nardone
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Il fenomeno ipnotico è sempre esistito.
Nei tempi antichi le pratiche ipnotiche più usate erano la musica, i balli e le preghiere collettive, ma quella più potente era il suono dei tamburi, suono costante, ritmico e a lunga durata. L’uso di queste tecniche permetteva ai partecipanti di avere una diversa percezione della realtà. Il documento più antico sull’ipnosi risale a 3000 anni fa, quando gli archeologi trovarono la stele di Muse’s decifrando che l’ipnosi poteva essere indotta con le parole.

Un altro documento interessante, il Papiro di Leida, risalente alla fine del III sec. d. C., spiega come una luce veniva messa davanti agli occhi dell’ipnotizzato. Personaggi di spicco in materia di ipnosi sono Mesmer, uno dei suoi allievi, il marchese di Puysègur che introdusse l’uso della parola nell’ipnosi. Nel 1843, Braid, un medico di Manchester pubblica un’opera molto importante dove introduce termini quali ipnosi, ipnotismo e neuro ipnosi. 

Il termine ipnosi deriva dal greco hypnos = sonno; con questo termine Braid intende lo stato in cui si trova la persona che si lascia ipnotizzare vista dall’esterno. Uno noto psichiatra del mondo dell’ipnosi fu Erickson celeberrimo per la sua ipnosi strategica e la sua capacità di usare il linguaggio e le metafore. 

L’ipnosi è efficace in diversi ambiti, ecco alcuni esempi:

stress
depressione
paure
sviluppo e crescita personale

L’ipnosi è uno stato naturale della mente. E’ importante sapere che entriamo in ipnosi per alcuni istanti ogni 90 minuti circa.
Per esempio siamo in ipnosi quando siamo totalmente presi dalla storia di un film o dalla lettura di un libro.

Patrizia Nardone

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