UN NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO PER LA VAL CAMONICA.

Dreaming of Art

| di Chiara Nicolini
STAMPA

Fotogallery: clicca sulle immagini per ingrandirle

printpreview

Tutti noi con l’inizio della storia come materia scolastica ci siamo imbattuti nello studio dei Camuni, una civiltà pre-cristiana molto affascinante che ha lasciato nella zona lombarda di Brescia, nella Val Camonica, un enorme patrimonio rupestre che raccontava il loro stile di
vita.

Dopo decenni in cui numerose scolaresche hanno visitato questi luoghi, si è voluto rendere i siti culturali camuni più ampi e ancora più interessanti a livello storico, aprendo a Cividale Camuno, una delle realtà archeologiche più sorprendenti di tutto l’arco alpino,
uno spazio ampliato in cui l’arte e la cultura camuna incontra quella romana, visitabile dall’ 11 giugno con spazi ampliati e ampliato entusiasmo. In questo straordinario scrigno che percorre la romanizzazione di un territorio attraverso siti e testimonianze archeologiche, il visitatore avrà la possibilità di seguire la presenza romana nei suoi aspetti più diversi, dalla trasformazione del territorio ai culti, dalla vita quotidiana agli spazi pubblici, alla sfera funeraria. Il nuovo museo si estenderà in spazi quadruplicati rispetto alla vecchia sede, potendo accogliere in modo più adeguato i reperti già esposti a partire dal 1981 in un primo Museo Archeologico, ormai troppo angusto, dando spazio a un patrimonio in continua crescita, confermando la ricerca vitale archeologica e l’adattamento dinamico dei musei che la raccontano.

Un museo della romanizzazione delle Alpi, così si presenterà ai visitatori il nuovo scrigno d'arte della Valle Camonica, che guarderà anche ai luoghi limitrofi, aiutando il pubblico a contestualizzare i ritrovamenti della Valle nel quadro più ampio della zona alpina. Attraverso un viaggio in otto tappe, il visitatore è invitato a immergersi tra i materiali di età romana rinvenuti a Cividate Camuno e nel territorio. Sono stati aggiunti oggetti e statue ritrovate nel territorio alpino bresciano, corredi funerari dalle necropoli, pendenti e amuleti anche in oro e argento, una porta carbonizzata in legno risalente al II-I secolo a.C., ritrovata a Pescarzo di Capo di Ponte. Tra i “fiori all’occhiello” del museo, la statua della dea Minerva, con un amuleto al collo raffigurante un volto femminile in marmo greco, dal santuario di Breno, e la statua in marmo locale di Vezza d’Oglio, raffigurante un personaggio maschile ritratto in posa eroica.

Una piccola area archeologica, di recente valorizzata nel cortile interno del museo, offre uno sguardo sulla città antica. Il nuovo edificio diventa per visitatori e appassionati il punto di partenza e di arrivo del percorso della Valle Camonica romana, che a Cividate Camuno trova altre significative tappe nell’area del foro, nel Parco Archeologico del teatro e dell’anfiteatro e nel Parco Archeologico del Santuario di Minerva in località Spinera di Breno.

La visita al Museo diventa così una tappa importante per la scoperta di quella Valle dei Segni - che trova il suo fulcro nella Valle Camonica - dove la millenaria tradizione delle incisioni rupestri offre lo spunto per un viaggio attraverso uno degli itinerari archeologici più affascinanti dell’arco alpino.

Chiara Nicolini

Contatti

redazione@sestodailynews.net
Accedi Invia articolo Registrati
Cittanet
Questo sito utilizza cookies sia tecnici che e di terze parti. Continuando la navigazione acconsenti al loro utilizzo - Informativa completa - OK