IL ROMANINO RITROVATO, VIAGGIO A LONATO DEL GARDA, TRA LA ROCCA E I SEGRETI DELLA CASA DEL PODESTÀ

Dreaming of art

| di Chiara Nicolini
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La Casa del Podestà di Lonato del Garda è una casa Museo dove i suoi famosi affreschi del 500 hanno trovato finalmente il loro autore. Un recentissimo restauro ha infatti finalmente svelato l’autore dei loro ritratti: si tratta di Girolamo Romanino, tra i più originali interpreti della pittura del Cinquecento. Si risolve così un enigma di lunga data, e un importante ciclo del maestro bresciano ritrova i suoi pezzi mancanti.

La storia ha inizio nei primi anni del XVI secolo, quando Nicolò Orsini, fa costruire una sontuosa dimora il proprio ingresso nella nobiltà veneziana. Sorge così il Castello Orsini di Ghedi (Brescia) e Romanino celebra il padrone di casa con dipinti che stupiscono i contemporanei per l’impatto realistico. Nell’Ottocento gli affreschi di Ghedi saranno staccati dalle pareti del salone e della loggia, trasferiti su tela e venduti sul mercato antiquario. Parti del ciclo originario sono state rintracciate presso la Pinacoteca di Palazzo
Martinengo, a Brescia, e nelle collezioni dei Musei di Budapest. Ma una porzione non trascurabile mancava all’appello.
 
La scoperta degli altri tre strappi è arrivata durante i lavori di restauro da poco terminati nella Casa del Podestà di Lonato del Garda. Riconosciuti come i primi databili con certezza all’interno nel catalogo di Girolamo Romanino (risalgono al 1508-1509). Venti stanze completamente arredate scandiscono l’itinerario di visita tra centinaia di dipinti, sculture, mobili antichi e maioliche pregiate, che raccontano il gusto dell’alta borghesia italiana a cavallo tra due secoli. Ma quel che rende unica la Casa del Podestà è una biblioteca di oltre 50 mila volumi, tra manoscritti, codici miniati, incunaboli, cinquecentine, rarità bibliografiche, autografi di Ugo Foscolo. La Galleria, teatro degli affreschi di Romanino, è l’ingresso di rappresentanza che accoglie i visitatori tra arredi d’epoca e 850 libri preziosi. Qui è possibile ammirare le testimonianze della funzione originaria di questo straordinario edificio. Prima di diventare la dimora del senatore, infatti, la Casa del Podestà fu la sede dei rappresentanti della Repubblica di Venezia. A raccontarlo oggi sono oltre settanta stemmi delle casate bresciane che diedero un podestà a Lonato tra il XV e il XVI secolo: oltre a far restaurare quelli già esistenti, Da Como ne fece dipingere altri per ricostruire l’intera storia della Podesteria.

Ma i gioielli di Lonato non finiscono qui. La Casa del Podestà fa parte di un più vasto complesso che comprende anche la Rocca, icona di questi territori e tra le fortezze più grandi della Lombardia. Dalle sue mura lo sguardo spazia sulla parte bassa del Garda con una vista impagabile. All’interno della Rocca è molto consigliata una visita alla cinquecentesca Casa del Capitano, dove si arriva con un percorso panoramico per scoprire le meraviglie del Garda in un nuovissimo allestimento virtuale. Dalle verdi colline alle ville romane di Desenzano o a Sirmione, con il Castello Scaligero e le Grotte di Catullo, fino a borghi, castelli e gemme nascoste, le attrazioni del territorio si svelano nelle spettacolari immagini della Sala immersiva e invitano all’ esplorazione.

Chiara Nicolini

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