GOLIA, una dolce storia milanese

Sempre per te scriverò

| di Mariarosa Bugini
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Nel 1913 il giovane Davide Caremoli fondò un'azienda di produzione di caramelle in una bella palazzina di via Vallazze al 12, all'angolo con via Luosi, a pochi passi dal Loreto. Specializzata in caramelle balsamiche, l'azienda non riusciva a trovare un prodotto particolare che la facesse uscire dal vasto numero di produttori che affollavano il panorama in quei tempi; il Caremoli decise quindi di rischiare mettendosi a produrre qualcosa di assolutamente nuovo e insolito, una minuscola caramellina di liquirizia.

Tutti i collaboratori e familiari cercarono di dissuaderlo dal rischiare con un prodotto che avrebbe sicuramente fallito. Durante un viaggio a Roma, nel 1932, andò a trovare un suo caro amico, anche lui produttore di dolciumi, specializzato nella cioccolata. Si trattava di Alberto Piperno, proprietario di un famoso negozio al Ghetto. Caremoli chiese al Piperno un'opinione sulla sua idea e questi lo incoraggiò a provare a sviluppare quella nuova, piccola caramella e non solo, gli suggerì pure il nome, in contrapposizione a Davide, suggerì di chiamare la nuova caramellina Golia.

Tornato a Milano, in breve tempo il Caremoli iniziò la produzione di una piccola caramella nera, di liquirizia, dal diametro di poco più di un centimetro e dal costo modestissimo. La confezione era quella classica delle caramelle e il simbolo era una Stella di David nera con sovrapposta la scritta Golia. Ovviamente in onore della fede religiosa del Piperno. Anche con l'emanazione delle Leggi Razziali e poi con l'entrata in guerra assieme a Hitler, la censura fascista non si rese mai conto che la stella a sei punte delle caramelle Golia fosse in realtà una Stella di David. Nel 1945 Caremoli decise di cambiare il colore del logo e della scritta, passando da un infausto "nero fascista" ad un "verde speranza".

Alberto Piperno sopravvisse alla Shoah e continuò a gestire il negozio nel Ghetto di Roma, esistente ancor oggi e
gestito dall'omonimo nipote. Le Golia intanto divennero nei decenni successivi alla Guerra una sorta di "moneta parallela". Quante volte andando
in drogheria o dal salumiere o in latteria o dal prestinaio capitava che il commerciante non avesse il resto minuto, quell'una, due o tre lire ed ecco intervenire la Golia! Mille lire in banconota, trecento lire in monetine e tre Golie per fare cifra tonda! Nel 1978 l'Agenzia Pubblicitaria Michele Rizzi studiò per la Caremoli una nuova campagna pubblicitaria che ebbe un successo pazzesco:
-CHI NON MANGIA LA GOLIA E' UN LADRO O UNA SPIA-
Semplice, simpatica, un ritornello indimenticabile, il linguaggio dei bambini usato per una campagna che ebbe un
ritorno enorme. Ma non fu apprezzata da tutti... nel febbraio del 1979, la famiglia Camarada, di Mestre, fece causa alla Ditta Caremoli
per plagio della figlia, che secondo loro si sentiva una ladra o una spia perché le era impedito di mangiare le Golia! Nel 1986 la Perfetti, fondata nel 1946 dai fratelli Ambrogio ed Egidio Perfetti alle porte di Milano, a Lainate, comprò la Ditta Caremoli, creando uno dei più grandi poli dolciari d'Europa.
La sede di via Vallazze venne chiusa e oggi ospita un elegante palazzo residenziale.
Nelle foto le pubblicità della Golia negli anni Trenta e Quaranta e la richiesta di brevetto per il nuovo marchio verde
del 18 dicembre 1945.
 

Mariarosa Bugini

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